Da Fare Voci

Da Fare Voci

Fare Voci luglio-agosto 2021

Il nostro è un tempo che si misura con difficoltà. Troppo caotico per accettare facili codifiche, troppo esile per sostenere una propria identità, poco sincero per dire qualcosa di determinato.
In questa incertezza, che si manifesta con malessere e confusione, riuscire a trovare dei riferimenti diventa impegno prezioso e lavoro non più rimandabile.
E la poesia può essere uno strumento preciso, voce che documenta e rivela, che mette in evidenza e indica le verità necessarie con cui avere a che fare.
Monica Guerra, con la sua nuova raccolta “Entro fuori le mura”, è stata capace di immergersi in tutto questo e di trovare, con queste sue significative pagine, un raccontare autentico.
Da subito è chiara nel suo intento, a partire dal titolo della prima sezione del libro, “La misura del vuoto”.
Perché è questo che il suo scrivere dice, di un vuoto e di una solitudine che sono diventati la dimensione principale in cui l’essere umano, nel proprio giorno, ha messo oramai radici profonde.
Da qui la necessità di trovare con la poesia il nervo di ogni cosa, per potere essere più possibile aderente all’umano accadere, proprio “mentre l’altalena/ umana si misura le dita”, il luogo esatto dove “qui il volto muore da solo”. E sottotraccia c’è sempre il bisogno di un nido, protezione e parola che in questa apertura di “Entro fuori le mura” ritorna spesso.
La prima considerazione non ha possibilità di fraintendimenti: “è la vita / la liturgia per andare in pace”.
Il ‘dove’ che contiene questo suo focalizzare è una geografia ampia: Mosca, gli Stati Uniti, il Parco Bucci della sua Faenza, Venezia, ma anche luoghi di comunicazione come il telegiornale e instagram.
Una mappa di “Istantanee” che ci fa accorgere che ovunque qualcosa si è già rotto, in un fuori campo dove puoi trovare “fra un saliscendi e l’altro/ un buco – tutto il vuoto necessario –“, quando “la voce si spezza con il pane” e puoi solo ripeterti che “stare assieme è il ghiaccio/ sul fondo di questo bicchiere”.
Monica Guerra si rende conto che il contenuto di queste sue pagine è anche un fare i conti con il nostro presente, il tentativo di ‘asciugarlo’ in pensieri e considerazioni, per uscire da “La paralisi del giorno”.
Perché c’è il bisogno di non rimanere inermi, di continuare a nutrire l’incontro, sapere che “la verità freme libera/ in una tana disabitata”. Di certo c’è un prezzo da pagare, per impegnarsi in questa ricerca, per arrivare a toccare l’umano che ancora rimane e che cerca di difendersi. Soprattutto quando ci si rende conto che si può essere “sempre vicino qualcosa/ qualcosa che poi non succede”, riconoscendo “sotto le ciglia – la piaga dell’attesa –“.
Ma c’è sempre un qualcosa che rimane, che resiste, che trova nella sua ‘durata’ l’espressione più vicina a ciò che può essere per ognuno di noi il vivere nel ‘qui e per sempre’.
È l’attimo perfetto che non può consumarsi, l’accensione di ciò che è perpetuo, il momento esatto di ogni origine: “in questo cono d’ombra/ non arriva mai nessuno// – eppure/ un calpestio –“.
Monica Guerra riconosce questa sorgente, la pone all’evidenza del lettore, racconta che è un ‘perché’ di cui potersi fidare.
Di certo è un qualcosa di fragile e assoluto. Di certo è ‘entro fuori le mura’.

clicca qui per leggere l’articolo

Premio Arcipelago Itaca 2019

Premio Arcipelago Itaca 2019

Danilo Mandolini premia la silloge inedita di Monica Guerra per la 5 edizione del premio Arcipelago Itaca (2019). La raccolta Spezzare il pane  confluirà nel IV quaderno di poesia contemporanea edito nel 2020.

 

 

 

 

 

 

 

100 grandi poesie indiane

100 grandi poesie indiane

100 Grandi Poesie Indiane (edizioni Efesto, 2019)
a cura di Abhay Kumar

Un’iniziativa unica di Abhay K. per portare la poesia indiana nel mondo, 100 grandi poesie indiane, proprio come l’India stessa, unisce i confini. Ti immerge negli scenari, nei suoni e nella filosofia del subcontinente e ti porta su un multiforme, lungo viaggio attraverso 3000 anni di poesia indiana in 28 lingue.

 

Calmati
— Anonimo

Occupato ora con il mio prezioso flauto di bambù,
le mie dita delicate sui fori.
Tesoro, non posso coccolarti ora,
sono perso nel suonare questo melodioso flauto.
Calmati – mangia un po’ di chilli!
Non posso stringerti proprio adesso.
Occupato con il mio piccolo prezioso flauto di bambù,
le mie dita delicate sui fori.

(Traduzione italiana di Monica Guerra dalla versione inglese)

 

Traduttori:

Alessandra Carnovale, Caterina Davinio, Chiara Borghi, Ivano Mugnaini, Laura Corraducci, Luca Benassi, Monica Guerra, Saverio Bafaro, Simone Zafferani, Tiziana Colusso.

 

Università di Trieste

Università di Trieste

WRITING IN A DIFFERENT LANGUAGE

POESIA CONTEMPORANEA E ALTERITA’ LINGUISTICA

 

mercoledì 22 maggio 2019 – ore 17:00

Università di Trieste

Sala Atti, Dipartimento di Studi umanistici

Androna Campo Marzio, 10

 

Mercoledì 22 maggio, alle ore 17:00, 60esimo incontro del ciclo Una Scontrosa Grazia eccezionalmente ospitata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Verrà infatti proposto un seminario a partire dall’ultimo numero della rivista NeMLA, “Writing in a Different Language”, curato da Simona Wright e Alessandro Canzian, con una riflessione sulla poesia contemporanea che sceglie di usare una lingua “diversa” e si confronta con l’alterità linguistica. Il seminario, che avrà relazioni di Simona Wright, Sergia Adamo, Rodolfo Zucco e interventi di Sandro Pecchiari, Ilaria Boffa, Monica Guerra, Anna Tauzzi, verterà sul contesto contemporaneo ma anche sul bisogno costitutivo della scrittura letteraria di mettere in gioco l’alterità.

 

“Writing in a Different Language: Transnational Italian Poetry” è un progetto di Simona Wright (College of New Jersey) e Alessandro Canzian (Samuele Editore) che ha come obiettivo fondamentale la domanda: cosa significa scrivere poesie, oggi, in una realtà che predilige in maniera importante il rapporto con il pubblico attraverso la partecipazione a eventi, letture, festival? Per tentare di rispondere a questo quesito sono stati selezionati otto poeti residenti in Italia che scrivono saltuariamente o costantemente in inglese. Che scrivono testi che non hanno cioè un’immediata fruibilità in occasioni pubbliche. Ne è emerso un laboratorio in cui la lingua viene esaminata, disfatta e sfidata. L’inglese diventa uno spazio creativo in cui l’attraversamento dei confini può produrre originali impollinazioni incrociate e, auspicabilmente, nuove forme di poesia.

 

Il Northeast Modern Language Association – NeMLA con sede presso l’Università del Buffalo nello stato di New York, è un’organizzazione no-profit di insegnanti e studiosi di letteratura, lingua e cultura. Affiliata alla Modern Language Association (MLA), NeMLA organizza un forum per la diffusione e l’avanzamento dell’insegnamento nelle lingue e letterature moderne. Ogni anno, la convention del NeMLA offre l’opportunità di portare avanti una tradizione di ricerca vivace e scambio pedagogico in un evento di quattro giorni, nel quale vengono affrontate diverse tematiche attraverso tavole rotonde, seminari, workshop interattivi, eventi speciali, letture, proiezioni di film e conferenze.

 

Questo appuntamento di Una Scontrosa Grazia è in collaborazione con Università degli Studi di Trieste, The College of New Jersey, Samuele Editore, Independent Poetry

clicca qui per il link alla notizia sul sito dell’Università di Trieste.

 

Nemla su il Ponte Rosso

Nemla su il Ponte Rosso

La Conventionn organizzata dalla  NeMLA (North-east Modern Language Association), della quale si è dato conto nel n. 43 del Ponte rosso (pp. 43 e 44), si è svolta nelle giornate dal 21 al 24 marzo 2019.

Ogni giornata offriva conferenze dalle 8.30 di mattina alle 8:00 di sera, suddivise in diversi track che si svolgevano contemporaneamente, permettendo una scelta continua di oratori e di argomenti.

La cosa interessante era la totale mancanza di tempi morti, nemmeno durante le presentazioni che dovevano attenersi rigidamente al tempo concesso ad ogni singolo oratore. Per lasciare poi un tempo sufficiente per l’interazione con il pubblico intervenuto.

qui l’articolo

12 aprile Poesia in Galleria

12 aprile Poesia in Galleria

Venerdi 12 Aprile h.19.00
Per la rassegna Poesia in Galleria
a cura di Melania Panico e Bruno Di Pietro
La Libreria evaluna presenta:
Monica Guerra e il suo ultimo libro “Sulla soglia”
(Samuele Editore)
Ne parla con l’autrice, Melania Panico

NeMLA

NeMLA

Introduction: Transnational Italian Poetry
Alessandro Canzian, Simona Wright

Literature, and poetry in particular, has always been a tool to understand culture. Sometimes it has even gone beyond and helped cultures to expand and develop. Poets understand that language, essential to human survival, has its own limits, but they also see these limits as an incentive to produce new expressive forms, other languages that transcend the old one to understand and tell what is not yet immediately comprehensible or immediately utterable. This awareness, coupled with the desire to trespass the limits of one’s language, have produced what we today call literature.

Language, intended as an instrument that offers the word countless opportunities, requires nevertheless a corollary of skills. Using it in a poetic way requires a certain familiarity with literature, or rather with literatures, with the oral and written traditions that preceded it, formed it, and complicated it. Language is therefore bound by the vast experience of the past. Italian, a language with a time-honored literary tradition, offers an exceptionally interesting case. On the one side, it boasts the legacy of its noble past, and contemporary poets frequently return to the classics to draw inspiration and new meaning. On the other, that same legacy becomes a burden that crushes the emerging voice under the immense weight of its greatness. This contradiction has produced different reactions, driving poets to experimentations that were considered at times reactionary or decadent by later authors, but which nonetheless have impacted the literary movements of twentieth-century Italian letters.

In the second part of the twentieth century, after the tragic experiences of fascism and WWII, the economic boom, the years of terrorism, the hedonism of the eighties, and the economic and political crises Italians experienced in the new millennium have exacerbated what Pier Paolo Pasolini defined as Italy’s “anthropological mutation.” The value he found in cultural and linguistic authenticity had been rejected while consumerism had deprived the new generations of the utopian dynamism that usually characterizes them. The great dreams that animated political and social movements in the sixties and seventies was extinguished, yielding a widespread sense of disenchantment and frustration. From the nineties, the ethical drift caused the rejection of every sense of civic responsibility while politics was bent to serve exclusively individual interests and personal agendas. Italy’s cultural and social crisis was central to the poetry of the period and testified inexorable ruin often more effectively than narrative production ever could.

[…]

The editors of this volume are aware of the experimental and provisional critical approach utilized in this project, but wanted nevertheless to start a conversation on the possibilities offered by the complexities of our reality as they are witnessed, recorded, and experienced by Italian and Italophone poets today. We hope to have started a productive conversation that may help Italian and Italophone authors to develop their poetic expression further and we invite critics to articulate their own perspectives on this emerging phenomenon. Globalization informs our lives, often in a negative way. We hope that this exploratory volume inaugurates a debate on the expressive possibilities of the countless transnational encounters in which we dwell every day, at both the linguistic and the cultural level. Most of all, we hope that the rich complexity of these encounters can be translated in new and original poetic forms.

CONTENTS

Introduction: Transnational Italian Poetry
ALESSANDRO CANZIAN AND SIMONA WRIGHT

Translingual Peripheries: Ilaria Boffa’s Practice of Everyday Poetry
SIMONA WRIGHT

Selected Poetry
ILARIA BOFFA

A Strange Geometry
VICTOR XAVIER ZAROUR ZARZAR

Selected Poetry
MOIRA EGAN

The Depths of Love and Sorrow in Allison Grimaldi Donahue’s Poetry
CRISTINA PERISSINOTTO

Selected Poetry
ALLISON GRIMALDI DONAHUE

Visiting a Strangely Familiar Country: Writing in Another Language
ERNESTO LIVORNI

Selected Poetry
MONICA GUERRA

Magarian’s Poetic Beasts
ANDREA SIROTTI

Selected Poetry
BARET MAGARIAN

Innovation and Invention in “Kidhood”: When a Poet Writes in a Different Language
AL REMPEL

Selected Poetry
SANDRO PECCHIARI

Brenda Porster: The Body as Home, the Home as World
ALESSANDRO CANZIAN

Selected Poetry
BRENDA PORSTER

The Immense Structure of Happiness: Rachel Slade and the Metamorphical Poetry of Apocryphal House
LOREDANA MAGAZZENI

Selected Poetry
RACHEL SLADE

qui tutto l’estratto

 

qui il link alla pubblicazione completa

qui il link all’introduzione del prof. Livorni

qui il link alla raccolta expectations