Intervista a cura di Michele Paoletti

Intervista a cura di Michele Paoletti

Da Laboratori Poesia un’intervista a cura di Michele Paoletti, si parla di  ulla Soglia, del Festival di Poesia Tres Dotes, delle rassegne Poetry e Scontrosa Grazia.

 qui il link.

Come nascono le tue poesie?

Indagare la realtà che ci circonda, attraverso i versi, è spesso l’atto finale di una qualche esperienza. La Poesia è uno scavo che l’uomo compie su se stesso e anche se l’atto finale accade dinanzi a un foglio bianco, inizia comunque molto tempo prima; con questo intendo che una poesia dovrebbe sempre possedere radici profonde, anche quando germoglia apparentemente in modo repentino. Ci sono poesie che richiedono un lungo tempo di sedimentazione e di limatura, ci sono testi che invece nascono in modo più fluido. Io lavoro molto per sottrazione, amo distillare. Il mio computer e i miei quaderni sono colmi di annotazioni e di poesie in lavorazione, sono pieni di embrioni di versi e forse pochi vedranno la luce.

Talvolta il processo di scrittura nasce da una parola che incontro “fortuitamente” durante la giornata, o durante il sonno, che si sposa con un pensiero, o con un sentimento, che se ne stava cheto nel sottofondo. Spesso, molto spesso, essendo una lettrice bulimica, la mia poesia nasce da altra poesia.

Quali sono i tuoi autori di riferimento, se ci sono, quelli a cui ritorni ogni volta che inizi a scrivere un nuovo libro?

Credo sia difficile per me identificare solo qualche autore di riferimento, tanto porosa è la poesia, almeno la mia, che assorbe qualcosa ogni dove, posso però nominarti gli autori che amo, in primis Paul Celan. Non torno a lui prima di scrivere un libro, torno a lui ogni volta in cui sento l’intimo bisogno di ascoltare i suoi versi e questo accade con una certa frequenza.

Amo molto anche Mandel’stam, Achmatova, Cvetaeva, amo Rilke, Borges e Pessoa, però fatico a non nominare Eliot. Guardando all’Italia invece il mio faro è sicuramente Ungaretti, per quanto ami anche Saba e tanti altri autori. In questo preciso momento sto lavorando su Amelia Rosselli e sono sopraffatta dalla sua potenza.

Con l’associazione IndependentPoetry da diversi anni organizzi a Faenza la rassegna #POETRY che è diventata un riferimento nel panorama culturale della città. Ci vuoi raccontare com’è nata? Qualche episodio che ricordi con piacere? Ci puoi anticipare qualcosa della nuova stagione?

L’associazione è nata per amore della Poesia e per il desiderio di condividerla. Talvolta l’incontro con un autore può accendere una passione che non si sapeva di nutrire; tanti sono i neofiti che si sono avvicinati ai nostri appuntamenti: alcuni sono capitati per caso e non hanno più smesso di frequentare. Ricordo, tra le tante belle situazioni createsi, momenti in cui nonni e nipoti si sono incontrati casualmente al POETRY!

La nuova rassegna sta per iniziare e sarà piena di novità. Dopo quarantun appuntamenti al bar Linus, quest’anno abbiamo programmato un calendario “diffuso” sul territorio.

Cinque luoghi ospiteranno circa diciassette serate, concepite proprio in base alla tipologia dello spazio che abbiamo a disposizione. Abbiamo in cantiere anche diversi laboratori per le scuole e alcune preziose collaborazioni. Ci sarà tanta poesia contemporanea ma anche conferenze e letture di grandi autori del passato. A brevissimo pubblicheremo il calendario definitivo sul sito www.independentpoetry.org e sulla pagina Facebook (Poetry Faenza).

Lo scorso giugno è nato il Festival Tres Dotes a Tredozio (FC). Un’importante manifestazione poetica che ha ospitato tra gli altri autori Maria Grazia Calandrone, Giovanna Rosadini, Gianfranco Lauretano e molti altri. Ce ne vuoi parlare?

Il Festival Tres Dotes, organizzato assieme ad Alessandro Canzian e finanziato dal Comune di Tredozio, è stato un bell’esempio di come turismo e cultura possano andare nella medesima direzione, nutrire gli animi ma anche le piccole economie locali. L’Italia è paese principe della poesia e dell’arte e credo che i nostri borghi dovrebbero essere pieni di manifestazioni di questa tipologia. Portare i grandi autori tra la gente, anche nei piccoli paesi, significa portare la poesia dove dovrebbe stare e non solo tra gli addetti ai lavori, significa abituare (o ri-abituare) le persone al pensiero, al sentimento e al potere della parola. Sinceramente il lavoro è stato ciclopico, e tu lo sai bene perché eri con noi, ma quando, sfiniti e infreddoliti, alle due di notte abbiamo trovato riparo per continuare a leggere i versi io, come molte altre persone, ho sentito scorrere davvero qualcosa di magico. Il festival di Poesia ha generato appartenenza, condivisione e solidarietà e questo è stato il bene più grande.

Parliamo adesso del tuo ultimo libro Sulla soglia (Samuele Editore, 2017), una sorta di cronologia di un addio ad un’amica scomparsa prematuramente. Ad un certo punto scrivi “è salvare, la necessità”, più avanti “se scrivo è per farti poesia”. Scrivere dunque per sopravvivere, per far sopravvivere.

Scrivere significa già salvare qualcosa, farlo sopravvivere all’oblio, agli ossequi della dimenticanza. Io sono stata impotente per tutto il decorso della malattia, sono stata inutile di fronte all’esito e così ho tentato di registrare ciò che accadeva. Misurare il silenzio, con la matita in mano, capendo che ognuno muore a suo modo, come può, intendo.

Ho trovato molto ardua la fase della pretesa e dell’illusione e scrivere mi era, in un certo modo, necessario per nominare cose e accadimenti con il loro nome, per ritornare alla realtà. Ho tentato di celebrare la vita, quella che era stata, quella che ancora era negli attimi della malattia e quella che dopo, comunque, sarebbe restata, nella sfera del ricordo.

La soglia è una dimensione a sé stante, un luogo in cui non si è né morti né completamente vivi. La soglia è un occhio frontale, l’impossibilità di pianificare e per quanto tutti viviamo, oggi giorno, della retorica del “qui e ora” solo in quel preciso momento, privati del futuro, sfioriamo il significato di questo luogo comune.

Sulla Soglia è un tentativo di celebrare l’amore “tenendosi per mano” al di là dalla questione mortale, per questo voglio continuare a celebrare, con le parole, quel sentimento dolce e autentico, come se il dialogo non si fosse interrotto, ma avesse solo cambiato canale.

Parlare di morte significa, oltre i luoghi comuni, celebrare la vita. Significa incastonare nei versi una forza vitale che pacifichi lo smarrimento e che consenta un reinventarsi radicale. Cos’è la vita, in fondo, se non un continuo reinventarsi?

Sulla soglia è un libro bilingue, scritto in italiano e inglese. Vuoi raccontarci qualcosa del percorso di traduzione?

Ho vissuto diversi anni a Los Angeles e la lingua inglese è inevitabilmente tornata in Italia con me. Mi trovavo in Texas mentre stavamo lavorando alla pubblicazione del libro ed è stato naturale cercare di accasare i versi anche in questo idioma. La traduzione è stata veloce ed efficace, anche se poi ho affidato al poeta e amico Patrick Williamson la sua supervisione.

Solitamente traduco dall’inglese all’italiano, ma trattandosi dei miei versi non ho avuto timori nel seguire il percorso contrario. Certo è che ogni traduzione è figlia di compromessi, penso ad esempio a un testo in cui l’italiano dice: stanare un tarlo e l’inglese non riesce a rendere lo stesso concetto se non tramite altre immagini. Tradurre significa indagare tutte le possibilità di senso, forse ancora più che scriverle, tradurre amplia i confini della parola ma talvolta rivela anche i suoi stessi limiti.

la voce cruda della vastità
punge sottopelle nell’aria umida
e una pacifica inquietudine
allaga la faglia del silenzio
com’è facile soli l’altro
occhio della luna il deserto
e com’è difficile al contempo

una pace distratta
fra dita di scoiattolo
e cemento, l’abbandono
è un verde selvatico
a presa rapida
una malinconia farfugliata
ma tu srotolale le ciglia
scompiglia i nidi vergini
sui seni tra i capelli

la verità freme libera
in una tana disabitata

Chateau Duval la strada ribolle
e questo sole scortica anche me

ma la fatica è una guado senza direzione
dove la terra beve ogni forma
in procinto di cadere

si scioglie nell’asfalto il passo
per l’eccesso d’esitazione
svivere  scortica anche me

Le poesie sono tratte dalla silloge inedita Attese.

Una selezione da 100 Great Indian Poems

Una selezione da 100 Great Indian Poems

Ecco una selezione da 100 Great Indian Poems, raccolta pubblicata in lingua inglese e tradotta in italiano, anteprima a cura di Margutte clicca qui per leggerla.

 

Calmati
— Anonimo

Occupato ora con il mio prezioso flauto di bambù,
le mie dita delicate sui fori.
Tesoro, non posso coccolarti ora,
sono perso nel suonare questo melodioso flauto.
Calmati – mangia un po’ di chilli!
Non posso stringerti proprio adesso.
Occupato con il mio piccolo prezioso flauto di bambù,
le mie dita delicate sui fori.

(Traduzione italiana di Monica Guerra dalla versione inglese)

*

La Canzone dell’Anima
— Abhay K.

Sono stata sempre qui
come il sibilo del vento
o la caduta di una foglia
come lo splendore del sole
o lo scorrere dei torrenti
come il cinguettio degli uccelli
o il fiorire dei boccioli
come il blu del cielo
o il vuoto dello spazio
mai sono nata
mai sono morta

(Traduzione italiana di Saverio Bafaro dalla versione inglese)

*

Selezione dall’Amaruśataka

Il pappagallo domestico ascoltò
i bisbigli amorosi degli amanti
per una notte intera,
e al sorgere del sole
li spifferò a gran voce
a tutti gli abitanti della casa.
Turbata dall’eco dei propri segreti,
la donna pose un orecchino di rubini
accanto al pappagallo – sperava
che l’uccello ciarliero lo scambiasse
per un melograno dai semi rossi
e ingoiandolo tacesse per sempre. (16)

Il legame d’amore è spezzato,
l’amicizia svanita,
il rispetto e l’affetto
appassiti,
lui ora è solo un’ombra
tra le ombre della strada.

Eppure i miei occhi lo seguono, amico mio,
non smetto di ammirarlo
di giorno in giorno:
come è strano invero
che il mio cuore
non si sia spaccato. (43)

(Traduzione italiana di Tiziana Colusso dalla versione inglese)

Sto nel cuore del secolo

Sto nel cuore del secolo

Sto nel cuore del secolo

Sabato 21 aprile h. 17.00

EXTRACLASS

C/O Quazàr Coworking

Via G.M. Emiliani, 2 – Faenza

L’incontro è dedicato alla poesia di Mandel’štam ed è il primo di un ciclo di appuntamenti sulla poesia russa che avranno luogo nella sede di Extraclass in via G.M. Emiliani, 2 a Faenza, a cura di Monica Guerra e Gianfranco Lauretano.

Durante l’incontro, Monica Guerra e Gianfranco Lauretano, uno dei maggiori tradutt

ori italiani di Mandel’štam, ci guideranno alla scoperta delle sue poesie, approfondendo aspetti della storia russa e della poetica dell’autore, nata a inizio Novecento in un periodo di grande intensità letteraria e volta a riscoprire il potere primigenio della parola stessa.

Qui l’articolo

Festival Della Letteratura Verde

Festival Della Letteratura Verde

FESTIVAL DELLA
LETTERATURA VERDE

8 aprile, 10-19

Villa Correr Dolfin, Porcia

a cura di Alessandro Canzian e Maria Milena Priviero

Dall’esperienza di Verdarti e all’interno della manifestazione Orti in Villa la Pro Porcia e Samuele Editore propongono il Festival della Letteratura Verde. Un’intera giornata di incontri, letture, discussioni tra poesia, narrativa, racconti per ragazzi con (tra gli altri) Tiziano Fratus, Gian Mario Villalta, Ivan Crico, Livio Sossi, Sandro Pecchiari, Federico Rossignoli, Ilaria Boffa, Monica Guerra, Fulvio Segato, il Gruppo Majakovskij, i ragazzi del Gruppo di Poesia LeoMajor. Incontri a tema natura nello stupendo sfondo del parco di Villa Correr Dolfin di Porcia sotto tre grandi alberi per ritrovare il gusto del verde, del paesaggio, dello stare assieme all’insegna del dialogo. E al termine della giornata una lettura conclusiva sulla scalinata della Storica Villa.

Open mic

Dalle dieci di mattina alle sette di sera appuntamenti ogni mezz’ora con open mic al termine di ogni incontro (regolamento e iscrizioni suwww.samueleeditore.it). Per ascoltare e farsi ascoltare dall’autore più amato.

A pranzo con l’autore

A mezzogiorno cinque isole per cinque grandi autori con i quali poter continuare a discutere, a confrontarsi, bevendo e mangiando al Pranzo con l’Autore(regolamento e iscrizioni su www.samueleeditore.it).

Le tue poesie al parco

E durante tutta la manifestazione saranno stampate e regalate le più belle poesie e riflessioni pubblicate nell’evento facebook del Festival (regolamento e iscrizioni su www.samueleeditore.it). Per scoprire e condividere anche quegli autori che non potranno essere fisicamente presenti.

Fiera del Libro

All’interno del Festival infine dodici Editori proporranno in esposizione e vendita le ultime e migliori uscite. Per scoprire un nuovo libro e leggerlo subito, tra un incontro e l’altro, nel verde del Parco della Villa.

PROGRAMMA
FESTIVAL DELLA LETTERATURA VERDE
8 aprile

Come ramo lacerato dal vento
hai una ferita esposta
Semmai un giorno si saldasse
avresti una parte più dura.
Bisognerebbe tagliarlo lo sai,
perché ramifichi ancora
ma il taglio non è la cura

Maria Milena Priviero

ore 10.00
Villa Correr Dolfin
inaugurazione
Orti in Villa e Festival della Letteratura Verde

ore 10.00 – 10.30
isola letteraria 1
iscrizione open mic
ad ogni evento è previsto l’open mic di due sole persone

ore 10.30
isola letteraria 2
La meglio gioventù
lettura dei ragazzi del Gruppo Poesia Leomajor – Liceo Scientifico Leopardi-Maiorana (Pn): Andrea Cozzarini, Michel Dassi, Rebecca Garcia, Marlene Prosdocimo, Alessandro Stoppa

ore 11.30
isola letteraria 3
Meditare in natura
Presentazione del volume Il sole che nessuno vede (Ediciclo) di Tiziano Fratus

ore 12.00 – 13.30
Parco della Villa
A pranzo con l’autore
con Gian Mario Villalta, Ivan Crico, Livio Sossi, Sandro Pecchiari, Tiziano Fratus

ore 14.00
isola letteraria 1
Dire delle foglie
lettura di poesie di Giovanna Calvo Di Ronco, Dino Villalta, Fausto Maiorana, Giorgia Vecchies, Rosanna Cracco, Luisa Delle Vedove

ore 14.30
isola letteraria 2
Cieli bambini
incontro su narrativa e poesia per bambini e ragazzi con Livio Sossi

ore 15.00
isola letteraria 3
Far fiorire la luce
incontro su dialetto e poesia con Ivan Crico

ore 15.30
isola letteraria 1
Il verde delle attese
lettura di tre poeti della Samuele Editore: Ilaria Boffa, Monica Guerra, Fulvio Segato

ore 16.00
isola letteraria 2
I prati e l’invisibile
immaginare, guardare, ragionare il paesaggio con Gian Mario Villalta

ore 16.30
isola letteraria 3
Par li’ zornadis di vint / Per le giornate di vento
i luoghi della poesia con il gruppo Majakovskij

ore 17.00
isola letteraria 1
Naturae della Riconciliazione
Presentazione del volume Il bosco è un mondo (Einaudi) di Tiziano Fratus

ore 18.00
scalinata della Villa
Come ramo lacerato dal vento
lettura conclusiva del Festival con Sandro Pecchiari, Federico Rossignoli, Maria Milena Priviero, Antonella Sbuelz

 

qui il link al programma completo