da Monica Guerra | Giu 25, 2020 | notizie
21 luglio 2020 ore 21.00
presentazione Nella moltitudine alla Biblioteca Comunale Giovanna Righini Ricci, Conselice.
L’autrice dialoga con Rossella Renzi.
da Maddalene
I.
maddalena tu cullavi qualcosa tra i seni piccoli, una bellezza che rimane, un non ti scordar di me tra le crepe, la stanza ubriaca di una primavera prematura mentre fuori dai vetri gennaio era la neve e non importa cosa nemmeno se poi io c’ero davvero, la destinazione è un incrocio, la stagione chiusa dei tuoi nei lungo la schiena


Serata dedicata alla poesia a Conselice con “Nella Moltitudine” di Monica Guerra
da Monica Guerra | Mag 19, 2020 | notizie
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a cura di Michele Paoletti, sul
POESIA DEL NOSTRO TEMPO
18 maggio 2020
Dalla prefazione di Francesco Sassetto
Una scrittura che rivela, sottotraccia, un fitto e variegato retroterra poetico di cui si scorgono in filigrana echi e reminiscenze – come già sottolineato – di molta letteratura del Novecento italiano, Montale e Pavese innanzitutto, come pure del linguaggio cristiano-evangelico, quale sostrato culturale e linguistico ineludibile, che affiora qua e là nell’opera – in modo anche inconscio – influenzandone alcune soluzioni lessicali. Penso ad alcuni vocaboli di ascendenza montaliana quali bufera, cigolìo, svaporare, scrutare, sgroviglia (tutti nelle maddalene) ed ad alcuni stilemi ed atmosfere decisamente pavesiane. Oltre al tema della “solitudine” – talora toccato con accenti vicini al poeta di Lavorare stanca – si ritrovano nella raccolta movenze e ritmi che riecheggiano lo scrittore piemontese.
Oltre ai due esempi prima citati si guardi anche all’incipit della penultima maddalena: «che strane tutte quelle sere randagie in cui mi giro e mi rigiro e la tua assenza è una mezzaluna che agita il lenzuolo, magari esco per strada […]» Un materiale linguistico-espressivo, dunque, che ha radici profonde nell’amalgamare moduli stilistici di varia provenienza ma del tutto assorbito nella personalissima ed affascinante voce poetica di Monica. Voce che in quest’opera percorre un difficile, solitario cammino segnato da solitudini e silenzi, assenze e distanze, ferite e fallimenti, dove sembra regnare la disfatta e il nonamore, dove nulla ritorna proprio come è stato, alla ricerca sotto pelle, in sé e nella moltitudine, di un seme di senso in una piantagione di silenzio. Per sé e per gli altri.
Un seme da raccogliere e da coltivare.
da Monica Guerra | Mag 13, 2020 | notizie, recensioni
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a cura di Gabriella Musetti

Il libro di Monica Guerra, “Nella moltitudine”, si apre con una serie di poesie in prosa sulle Maddalene contemporanee, giovani donne «dai seni piccoli,/ una bellezza che rimane, un non ti scordar di me/ tra le crepe». Maddalene silenziose, scomparse e da sostituire nella notte, dal respiro corto e affannoso, lacerate dalle perdite. Con un desiderio di consolazione mai esaudito, «l’alternativa alla/ tenerezza di una panchina», che brucia sulla pelle «camuffando la leggerezza dei/ disastri».
Sono Maddalene perse in un sogno che non è sogno ma distanza dalla realtà così come si presenta, inaffrontabile, ingannevole; sono giovani e meno giovani disarmate di fronte alle tragedie, e tuttavia forti di cuore, non arrese: «tappando nella bufera le falle orfane con una / colla primordiale; di padre in figlio, nella pioggia, la resina/ della tua voce». E quando tutto si disgrega e sembra dissolversi ogni senso e il tempo siede su un’altalena vuota, come quella vita presa a calci con indifferenza, nel gioco di rimandi tra la poeta e Maddalena, da un lieve profumo, da una prospettiva umile e terragna come quella delle piccole margherite di un prato, sbuca improvvisamente una immagine pacata. Perché la vita si vive con «un occhio frontale» e l’immaginazione dirige al centro di un’unica via d’uscita oppure muove senza direzioni precise, ma ogni giorno è da vivere così come accade, a giorni alterni e colpi da schivare.
Nella parte finale della sezione poetica dedicata alle Maddalene si palesa una aperta relazione tra l’autrice,Monica Guerra, e la figura antica, e sembra suggerire una sorta di esortazione gentile rivolta a ogni giovane donna a non lasciarsi travolgere dalla sofferenza e dalla pervicace inquietudine di chi a ogni costo vuole dare un senso afferrabile alle cose, agli eventi. Ma «a volte bisogna consumare bene le scarpe persino i/ piedi oltre la soglia del dolore prima di scovare, sot/ to pelle, un seme di senso in una piantagione di/ silenzio». Come a dire che è una lunga strada quella della esplorazione del senso della vita, a volte difficile e rischiosa da percorrere. Una forma di sollecitazione affettuosa, dunque, a vivere questo tempo che ci è concesso osservandolo dall’interno e scoprendo gli spazi minimi che regala.
Non sembri una prospettiva modesta e deludente a confronto di irraggiungibili sogni, è invece una scelta di misura interiore che dà spazio a soluzioni ponderate e attive, non nasconde la fragilità umana e non cede al narcisismo sconsiderato. E’ interessante che questo colloquio tra la poetessa e Maddalena recuperi tra le righe proprio questa figura archetipica della nostra cultura religiosa e letteraria antica, condensando in essa una serie di immagini di forza e fragilità che bene si possono traslare al presente, basti pensare alle innumerevoli opere a lei dedicate nella nostra recente storia culturale.
da Monica Guerra | Dic 1, 2019 | notizie
Danilo Mandolini premia la silloge inedita di Monica Guerra per la 5 edizione del premio Arcipelago Itaca (2019). La raccolta Spezzare il pane confluirà nel IV quaderno di poesia contemporanea edito nel 2020.


da Monica Guerra | Mag 20, 2019 | notizie

WRITING IN A DIFFERENT LANGUAGE
POESIA CONTEMPORANEA E ALTERITA’ LINGUISTICA
mercoledì 22 maggio 2019 – ore 17:00
Università di Trieste
Sala Atti, Dipartimento di Studi umanistici
Androna Campo Marzio, 10
Mercoledì 22 maggio, alle ore 17:00, 60esimo incontro del ciclo Una Scontrosa Grazia eccezionalmente ospitata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste. Verrà infatti proposto un seminario a partire dall’ultimo numero della rivista NeMLA, “Writing in a Different Language”, curato da Simona Wright e Alessandro Canzian, con una riflessione sulla poesia contemporanea che sceglie di usare una lingua “diversa” e si confronta con l’alterità linguistica. Il seminario, che avrà relazioni di Simona Wright, Sergia Adamo, Rodolfo Zucco e interventi di Sandro Pecchiari, Ilaria Boffa, Monica Guerra, Anna Tauzzi, verterà sul contesto contemporaneo ma anche sul bisogno costitutivo della scrittura letteraria di mettere in gioco l’alterità.
“Writing in a Different Language: Transnational Italian Poetry” è un progetto di Simona Wright (College of New Jersey) e Alessandro Canzian (Samuele Editore) che ha come obiettivo fondamentale la domanda: cosa significa scrivere poesie, oggi, in una realtà che predilige in maniera importante il rapporto con il pubblico attraverso la partecipazione a eventi, letture, festival? Per tentare di rispondere a questo quesito sono stati selezionati otto poeti residenti in Italia che scrivono saltuariamente o costantemente in inglese. Che scrivono testi che non hanno cioè un’immediata fruibilità in occasioni pubbliche. Ne è emerso un laboratorio in cui la lingua viene esaminata, disfatta e sfidata. L’inglese diventa uno spazio creativo in cui l’attraversamento dei confini può produrre originali impollinazioni incrociate e, auspicabilmente, nuove forme di poesia.
Il Northeast Modern Language Association – NeMLA con sede presso l’Università del Buffalo nello stato di New York, è un’organizzazione no-profit di insegnanti e studiosi di letteratura, lingua e cultura. Affiliata alla Modern Language Association (MLA), NeMLA organizza un forum per la diffusione e l’avanzamento dell’insegnamento nelle lingue e letterature moderne. Ogni anno, la convention del NeMLA offre l’opportunità di portare avanti una tradizione di ricerca vivace e scambio pedagogico in un evento di quattro giorni, nel quale vengono affrontate diverse tematiche attraverso tavole rotonde, seminari, workshop interattivi, eventi speciali, letture, proiezioni di film e conferenze.
Questo appuntamento di Una Scontrosa Grazia è in collaborazione con Università degli Studi di Trieste, The College of New Jersey, Samuele Editore, Independent Poetry
clicca qui per il link alla notizia sul sito dell’Università di Trieste.